Anatomia di una Recessione

La strategia “colpisci e terrorizza” sarà sufficiente?

Jeff Schulze, CFA , Investment Strategist
4 aprile 2020

Una risposta senza precedenti al blocco dell’economia dovrebbe contribuire ad evitare il risultato peggiore, ma la rapidità con cui il sostegno raggiungerà le piccole imprese è fondamentale.

Punti chiave

  • La pandemia globale di coronavirus globale ha fatto impennare la volatilità storica, portando in rosso il Quadro Operativo sui Rischi di Recessione di ClearBridge e indicando l’entrata in una fase di recessione.
  • La flessione iniziale, trainata dalla liquidità, si è in gran parte risolta con la normalizzazione delle correlazioni e la riduzione dell’indebitamento. Le azioni dovrebbero ora essere guidate maggiormente dai fondamentali, in quanto gli investitori scontano nei prezzi sia l’epidemia virale che la recessione associata.
  • Crediamo che un punto di ripartenza duraturo per le azioni e l’economia si formerà quando il virus sarà sotto controllo e i mercati creditizi si spingeranno con fiducia al rialzo.
  • Una risposta politica senza precedenti al blocco dell’economia dovrebbe contribuire a evitare il risultato peggiore ed accelerare la ripresa, ma la rapidità con cui il sostegno raggiungerà le piccole imprese sarà fondamentale. Abbiamo introdotto un nuovo Quadro Operativo di Recupero di ClearBridge per monitorare i progressi verso la ripresa della crescita.

Panoramica del mercato

Quasi ogni aspetto del recente crollo del mercato è stato unico, dalla sua causa (una pandemia globale), alla velocità delle vendite sul mercato, alla risposta da parte dei responsabili della politica di tutto il mondo. Gli eventi “cigno nero” sono per definizione quasi impossibili da prevedere, poiché ciascuno di essi deriva da una deviazione dalla normalità e porta una propria caratteristica individuale. La misura in cui un virus precedentemente sconosciuto ha portato i Paesi a chiudere le frontiere e limitare le attività aziendali e personali è senza precedenti. Le catene di fornitura globali, una preoccupazione iniziale due mesi fa, quando si riteneva che il coronavirus esistesse solo in Cina, sono state destabilizzate. Una volta diventato evidente che il COVID-19 si stava diffondendo ampiamente incontrollato anche negli Stati Uniti, gli investitori hanno abbandonato le azioni e si sono diretti in massa verso le più sicure obbligazioni governative. Ciò ha causato il crollo dei rendimenti ai minimi storici; addirittura con il Treasury a 30 anni che in poco tempo è sceso sotto l’1% e con l’indice S&P 500 ha registrato il suo calo più rapido nella storia: un -20% (un mercato ribassista) da un massimo precedente in soli 22 giorni. Per inquadrarlo in prospettiva, il secondo calo più veloce è avvenuto in un periodo due volte più lungo e oltre 90 anni fa, mentre il Paese sprofondava nella Grande Depressione.

Fase ribassista del mercato più veloce dal massimo nella storia 

Fonte: ClearBridge Investments. Le performance passate non sono garanzia di risultati futuri. Gli indici non sono gestiti e non sono disponibili per investimenti diretti. I rendimenti degli indici non includono le commissioni e gli oneri di vendita. Queste informazioni vengono fornite a scopo puramente illustrativo e non riflettono le performance di un investimento reale.

La velocità del recente ribasso è stata particolarmente pronunciata per diversi motivi. Le valutazioni elevate, combinate con un rapido e forte aumento della probabilità di recessione, hanno prodotto una stretta di liquidità che ha accentuato l’ondata di vendite iniziale. A febbraio, i multipli azionari erano elevati, con i mercati che scontavano in larga parte in un atterraggio morbido da una fase di rallentamento economico. Si prevedeva una nuova accelerazione della crescita degli utili dell’S&P 500 che sarebbe dovuta arrivare a un 10% nel 2020. Tuttavia, quando è emerso che il COVID-19 avrebbe causato ingenti danni economici nel corso di un periodo indeterminato, la nuova realtà e la maggiore incertezza hanno determinato una variazione della valutazione. Questo drastico cambiamento delle aspettative ha creato una crisi di liquidità molto più dannosa, in quanto molti investitori sistematici sono stati paralizzati dalla combinazione di correlazioni crescenti e dall’aumento dell’indebitamento, che hanno portato a vendite forzate per rimanere entro i requisiti di margine. In quasi tutte le classi di attività la volatilità si è impennata man mano che questo circuito chiuso negativo si perpetuava. Sembra, tuttavia, che questa seconda fase della crisi si sia ampiamente esaurita, dato che le correlazioni tra le attività stanno tornando a livelli normali e l’indebitamento è sceso. In futuro, crediamo che i mercati azionari dovrebbero essere maggiormente trainati dai fondamentali, in quanto gli investitori tentano di scontare nelle previsioni sia il COVID-19 che la recessione associata.

Come evidenziato nel nostro blog di metà marzo, pensiamo che si stia avvicinando una recessione negli Stati Uniti, visto il notevole volume dei contraccolpi che l’economia sta subendo. La nostra convinzione è stata successivamente confermata, con il segnale complessivo del Quadro Operativo sui Rischi di Recessione di ClearBridge che è diventato “rosso” ossia in fase di recessione, alla fine del mese. Diversi indicatori sono peggiorati, in particolare le Richieste dei sussidi di disoccupazione e i Nuovi ordini dell’ISM, che entrambi sono diventati rossi.

Quadro Operativo sui Rischi di Recessione di ClearBridge

Dati al 31 marzo 2020. Fonti: ClearBridge Investments, Bureau of Labor Statistics (BLS), Federal Reserve, Ufficio del Censimento, Institute for Supply Management (ISM), Bureau of Economic Analysis (BEA), American Chemistry Council, American Trucking Association, Conference Board e Bloomberg.

La solidità del mercato del lavoro e la diffusa forza dei consumi potevano giustificare un atterraggio morbido, nonostante la debolezza nel settore manifatturiero determinata dall’incertezza della guerra commerciale. Tuttavia, le richieste dei sussidi di disoccupazione hanno stabilito nuovi massimi storici consecutivi in ognuna delle ultime due settimane, passando da 211.000 all’inizio del mese a 3,28 milioni due settimane fa e 6,64 milioni in questa settimana. Il precedente massimo delle richieste dei sussidi di disoccupazione era stato pari a 695.000 nel 1982, quando si è registrato un aumento più costante e graduale delle richieste in un periodo di 18 mesi. Con 9,92 milioni di persone licenziate solo nelle ultime due settimane, riteniamo che il tasso di disoccupazione potrebbe aumentare fino al 13% nei prossimi mesi, dal 3,5% di febbraio. Quasi 40 milioni di americani lavorano in settori direttamente colpiti dai lockdown. Anche se non tutti perderanno il loro lavoro, riteniamo che purtroppo ci saranno altri licenziamenti nelle prossime settimane, in quanto le aziende devono perdere dipendenti per rimanere solvibili. Data la portata dei blocchi che obbligano le aziende a fermarsi, i dati recenti suggeriscono che nel secondo trimestre del 2020 la variazione del PIL potrebbe toccare un nuovo minimo, segnando il peggiore trimestre della storia degli Stati Uniti. Questo record dalla dubbia fama è attualmente detenuto dal primo trimestre del 1958, in cui era stato registrato il minimo dal dopo guerra: il -10%.

Con una recessione probabilmente già in corso, molti investitori tentano di quantificare l’ulteriore possibile flessione. La storia è un consueto punto di partenza in questi tentativi. Dal 1948, l’S&P 500 è sceso del 30% in media dal massimo al minimo durante 11 periodi di recessione. Il calo del 34% avvenuto nel periodo che va dal massimo del 19 febbraio al minimo del 23 marzo li ha già eclissati tutti. Anche se l’ultimo minimo sarà noto solo con il senno di poi, il calo registrato fino ad oggi fa pensare che sia stata scontata una certa negatività nei prezzi delle azioni. È importante sottolineare che le azioni tendono ad anticipare i punti di svolta nell’economia (pur con molte false partenze) e hanno raggiunto un minimo in media tre mesi prima della fine delle recessioni passate.

Le azioni anticipano le riprese economiche

Dati a marzo 2020. Fonte: National Bureau of Economic Research, FactSet. Le performance passate non sono garanzia di risultati futuri. Gli indici non sono gestiti e non sono disponibili per investimenti diretti. I rendimenti degli indici non includono le commissioni e gli oneri di vendita. Queste informazioni vengono fornite a scopo puramente illustrativo e non riflettono le performance di un investimento reale.

Crediamo che un minimo durevole per le azioni e l’economia si formerà quando saranno soddisfatte le seguenti condizioni chiave: si manifesta con chiarezza una risposta politica adeguatamente forte, il COVID-19 inizia ad essere sotto controllo e i mercati creditizi si spingono con fiducia al rialzo, attenuando le preoccupazioni di solvibilità. Le solide risposte fiscali e monetarie si sono concretizzate nelle ultime settimane, contribuendo a stimolare le azioni e a stabilizzare il credito. Tuttavia, il virus continua a diffondersi rapidamente, impedendo ai mercati finanziari di riavvicinarsi ai livelli precedenti all’epidemia.

La risposta della politica: fiscale

La velocità di approvazione e la dimensione del Coronavirus Aid, Relief and Economic Security (CARES) Act merita apprezzamento. Il Congresso ha rapidamente stanziato un pacchetto di stimolo fiscale di 2.200 miliardi di dollari, equivalenti al 10% del PIL. Sulla carta, questo pacchetto dovrebbe contribuire a ridurre gli impatti delle misure di distanziamento sociale che attualmente interessano oltre il 75% della popolazione. La manovra di stimolo fiscale è sufficiente a compensare un calo del 25% del PIL per cinque mesi. Resta da vedere con quale rapidità questo stimolo può arrivare nelle mani delle società e delle persone. Un ritardo più lungo si tradurrà in un danno più prolungato e più profondo da ripristinare. La storia suggerirebbe di fare attenzione su questo aspetto. Dopo l’approvazione degli ultimi due pacchetti fiscali contro la recessione (2001 e 2008), ci sono voluti circa tre mesi e mezzo affinché i consumatori ricevessero gli assegni. Di conseguenza, nessuno dei due pacchetti ha arginato la marea di quelle recessioni.

Altrettanto importante, avendo riserve di liquidità limitate, la maggior parte delle piccole imprese non può sopravvivere in un contesto in cui i ricavi scendono a zero per un periodo prolungato. Tenere a galla le aziende più piccole è di interesse fondamentale perché permette una ripresa molto più rapida se i lavoratori possono riprendere le loro occupazioni quando le misure di distanziamento sociale sono allentate. Tuttavia, ricevere il capitale per queste piccole imprese richiederà probabilmente del tempo, perché il volume di domande rende più difficile l’amministrazione, e molte piccole imprese non hanno rapporti (e quindi documentazione) con le entità che erogano fondi (prestiti) in base alla legge di stimolo. Tuttavia, il Segretario del Tesoro Mnuchin ha discusso l’idea di semplificare il processo di concessione di credito della Small Business Administration (SBA) per consentire un’erogazione dei fondi più rapida. A tal fine, la SBA ha recentemente pubblicato il documento di richiesta di prestito per questo programma, che è di sole quattro pagine, sebbene il processo per ottenere un prestito non sia semplicemente la presentazione di una breve richiesta. Anche se ridurre al minimo gli abusi è una preoccupazione importante, si spera che questi programmi possano essere amministrati con una burocrazia minima.

La risposta della politica: monetaria

Anche la Federal Reserve è stata estremamente attiva nel tentativo di prevenire che lo shock esogeno del COVID-19 possa generare problemi peggiori come una carenza di liquidità o di credito. In due settimane, la Fed ha dispiegato il suo intero arsenale dopo la crisi finanziaria globale e poi si è ispirata anche agli interventi della Banca Centrale Europea (BCE) e della Banca del Giappone. La Fed ha effettivamente fatto quasi tutto il possibile in prima battuta e ancora di più in seconda battuta. È stato il momento del “Do Whatever It Takes” per il Presidente Powell, la stessa frase affermata dall’allora Presidente delle BCE Mario Draghi durante gli sforzi intrapresi nel 2012 quando era in dubbio l’esistenza stessa dell’eurozona.

La Fed ha introdotto una serie di programmi sotto forma di acronimi, tra cui un programma di allentamento quantitativo (QE) a tempo indeterminato che è stato ampliato per includere nuovi tipi di obbligazioni. Ha inoltre annunciato programmi volti a fornire liquidità e supporto a vari mercati, compresi quelli delle obbligazioni societarie investment grade, dei contratti di riacquisto (repo), i mercati monetari, le obbligazioni municipali, le cambiali finanziarie, i prestiti alle piccole imprese, i prestiti per studenti, i prestiti con carte di credito, i prestiti automobilistici e persino gli exchange-traded fund (ETF).

Oltre tagliare a zero i tassi di interesse, la Fed fornirà trilioni di dollari di liquidità per aiutare a stabilizzare i mercati finanziari. Molti comparti dei mercati creditizi che in precedenza avevano mostrato tensioni, come i repo, stanno iniziando a normalizzarsi. Inoltre, l’emissione di crediti è ripresa dopo una pausa di quasi due settimane, con l’ultima terza di marzo che forse è stato il periodo di emissione di credito investment grade più voluminoso della storia. Spinta da questo impulso, l’emissione di titoli di alta qualità ha fissato un nuovo massimo storico nel mese di marzo. Sebbene lo stimolo monetario non sia lo strumento normalmente previsto per combattere uno shock dell’offerta, la Fed ha adottato interventi straordinari per evitare che questi problemi peggiorino e causino “ricadute” nei mercati creditizi. Quando l’economia alla fine riprenderà il suo cammino, la politica accomodante e i trilioni di dollari messi a disposizione per i finanziamenti (quasi il 35% del PIL nel complesso) dovrebbero contribuire ad accelerare la ripresa.

La diffusione del COVID-19

L’ultima parte del puzzle necessario per un raggiungere un punto di ripartenza stabile proviene da un’area molto diversa: la medicina. In ultima analisi, la minaccia presentata dal COVID-19 deve essere ridotta o eliminata affinché possano essere attenuate le misure di distanziamento sociale che hanno un impatto sull’economia. Ciò può avvenire in diverse forme. Una scoperta medica che consente un trattamento migliore dei pazienti malati (sia in termini di durata del ricovero ospedaliero che di mortalità) sarebbe utile. Lo sviluppo di un vaccino sarebbe ancora meglio e, sebbene non siamo esperti medici, i nostri colleghi ci dicono che dovremmo attendere ancora 12-18 mesi.

Nel frattempo, riteniamo che il raggiungimento del picco del tasso di crescita dei nuovi contagi possa servire da catalizzatore per raggiungere il punto di ripartenza. Se gli investitori possono iniziare a valutare con precisione quando le misure di distanziamento sociale potranno iniziare a essere attenuate, possono valutare l’impatto sugli utili e la solvibilità aziendale con maggiore fiducia.

Alcuni investitori stanno studiando il modo in cui il virus, l’economia e i mercati azionari sono evoluti in Paesi come la Cina per ottenere ulteriori informazioni, poiché la diffusione del coronavirus negli Stati Uniti è avvenuta successivamente. Le autorità cinesi hanno imposto una quarantena rigorosa quando è apparso chiaramente che vi era un’epidemia in corso e i casi confermati segnalati hanno avuto un picco 21 giorni dopo l’inizio della chiusura. Al contrario, gli Stati Uniti hanno adottato un lockdown più informale e regionalizzato, iniziato solo a metà marzo. La minore rigorosità del lockdown, il ritardo della risposta iniziale e la mancanza di test adeguati sono differenze chiave che probabilmente prolungheranno la battaglia degli Stati Uniti.

Considerate queste differenze, l’Italia potrebbe essere un caso di studio migliore per quello che potrebbe accadere. Sebbene anche tra Stati Uniti e Italia ci siano alcune differenze importanti, se dovessimo seguire il percorso dell’Italia, i mercati probabilmente rimarranno in una fase di incertezza per le prossime due-quattro settimane, fino a quando non inizierà una maggiore chiarezza.

Attualmente il consenso prevede che gli Stati Uniti sperimentino una recessione profonda ma di breve durata. Questo punto di vista si basa su due importanti presupposti. Primo: la battaglia contro il COVID-19 cesserà entro la fine della primavera, il che consentirebbe un allentamento delle misure di distanziamento sociale; secondo: non ci saranno epidemie o contagi futuri. Questa prospettiva rappresenta lo scenario migliore, in quanto qualsiasi ulteriore estensione nei lockdown potrebbe prolungare la durata della recessione. Forse ancora più importante è il fatto che una seconda ondata di casi di COVID-19 potrebbe richiedere la reintroduzione del distanziamento sociale a livello regionale, se non a livello nazionale, portando così a un’altra fase di contrazione e a un’ulteriore crisi economica. Sebbene la Cina stia attualmente tentando di tornare alla normalità poiché il virus è ampiamente sotto controllo all’interno dei suoi confini, il Paese sta ancora operando a livelli inferiori alla norma (in termini economici) e ha chiuso le sue frontiere con l’estero (e ha limitato l’ingresso dei propri cittadini) per tentare di prevenire la reimportazione del virus.

Rialzo di controtendenza?

In ultima analisi, la data di fine della recessione sarà nota solo con il senno di poi. Tuttavia, esiste una classe di investitori che ritiene di aver già raggiunto i minimi per questo ciclo, con l’S&P 500 che ha registrato un rialzo del 17,6% rispetto al minimo del 23 marzo in sole tre sedute di negoziazione, prima di chiudere il mese con un rialzo dell’11,6% rispetto al recente minimo. In effetti, il progresso avvenuto in tre giorni la scorsa settimana è stato il migliore in 90 anni. Anche se è sicuramente possibile che abbiamo già raggiunto il minimo, riconoscere il punto di ripartenza del mercato in qualsiasi momento può essere difficile a causa della prevalenza di rialzi in controtendenza.

Un rialzo in controtendenza è un forte (e spesso breve) rialzo che si verifica all’interno di un più ampio ribasso del mercato. Spesso, questi periodi di forza del mercato ingannano gli investitori facendo pensare che si sia raggiunta la fase finale del ribasso, per poi deluderli quando il mercato inverte nuovamente la tendenza per entrare in una fase di ribasso più profonda. Durante i mercati ribassisti prolungati, come quelli avvenuti durante le recessioni passate, gli investitori che si sono fatti ingannare da diversi rialzi di controtendenza spesso hanno effettuato allocazioni insufficienti in azioni o addirittura le hanno vendute completamente, che può rivelarsi una strategia nociva quando inizia un nuovo mercato rialzista. Le recessioni più profonde sembrano generare rialzi di controtendenza più ampi, con un aumento del 15%–25% nelle azioni durante le recessioni del 1973–75, del 2001 e del 2007–09. Questi non tendono ad essere eventi occasionali all’interno di una recessione. Tra il mese di febbraio 2008 e di gennaio 2009, ci sono stati otto rialzi di controtendenza notevoli.

Rialzi di controtendenza normali

Dati a marzo 2020. Fonte: National Bureau of Economic Research, FactSet. Le performance passate non sono garanzia di risultati futuri. Gli indici non sono gestiti e non sono disponibili per investimenti diretti. I rendimenti degli indici non includono le commissioni e gli oneri di vendita. Queste informazioni vengono fornite a scopo puramente illustrativo e non riflettono le performance di un investimento reale.

La pervasività di queste false partenze ha contribuito a inquadrare la nostra decisione di sviluppare il Quadro Operativo di Recupero di ClearBridge per aiutarci a individuare le condizioni che sono state necessarie per la formazione di livelli di ripartenza durevoli. Questo quadro operativo comprende nove indicatori individuali che rientrano in tre aree chiave che riteniamo essenziali affinché si sviluppi un’espansione duratura: fiducia, finanza ed economia. Ogni indicatore può segnalare il proseguimento della recessione (rosso), il miglioramento (giallo) o l’espansione (verde). Tornando al 1969, in media, il quadro operativo di recupero è diventato giallo prima della fine di ogni recessione e verde un mese dopo ogni fine. Al momento, il quadro operativo produce un segnale rosso complessivo con sei singoli indicatori rossi, due gialli e uno verde. L’unico segnale verde è la Politica della Federal Reserve, che è spesso uno dei primi indicatori a migliorare, in quanto la Banca Centrale ha storicamente tagliato i tassi di interesse all’inizio di una recessione. A causa dei ritardi associati alla politica monetaria, spesso occorrono diversi trimestri per produrre un miglioramento dell’economia.

Storia del Quadro Operativo di Recupero di ClearBridge

Dati al 31 marzo 2020. Fonte: FactSet, Bloomberg, Conference Board, Ufficio del Censimento, Federal Reserve, FRBPA, Federal Reserve di Chicago, ISM, Dipartimento del Lavoro, Bloomberg/Barclays, AAII, Investors Intelligence, e Moody’s. Il Quadro Operativo sui Rischi di Recessione di ClearBridge è stato creato a gennaio 2016. I riferimenti ai segnali che avrebbe inviato negli anni precedenti a gennaio 2016 si basano sul modo in cui i dati sottostanti si riflettevano in quel momento negli indicatori che compongono il Quadro.

Mentre chiudiamo questo articolo, ci viene in mente una frase di Vladimir Lenin: “Ci sono decenni in cui non accade nulla e ci sono settimane in cui accadono decenni.” L’economia globale sarà probabilmente cambiata per sempre dagli eventi che si sono verificati nelle ultime poche settimane (anche se sono sembrate un tempo molto più lungo). Che aspetto avrà il mondo dopo questa tempesta? Le catene di approvvigionamento diventeranno più corte e focalizzate sul mercato domestico? I Paesi che continueranno a chiudere le frontiere nel tentativo di sopprimere la prossima epidemia saranno più numerosi? I consumatori americani torneranno alla loro vita quotidiana prima del virus e si riuniranno in chiese, centri commerciali e ristoranti, o concerti ed eventi sportivi, e viaggeranno anche se non esiste un vaccino o una cura? Su una nota più personale, torneremo a viaggiare per visitare i clienti e parlare alle conferenze con la stessa frequenza, oppure le riunioni virtuali diventeranno la nuova normalità?

Nessuno può conoscere la risposta ad alcuna di queste domande. Tuttavia, riteniamo che i cambiamenti nel comportamento dei consumatori e i timori di epidemie future influiranno probabilmente sul comportamento nel breve-medio termine, il che rallenterà il recupero economico in qualcosa di più simile a una “J” rovesciata piuttosto che a una “V” completa. Le aziende colpite dall’epidemia hanno ricevuto un aiuto vitale con lo stimolo recente, ma potrebbe non essere sufficiente se i consumatori cambiano le loro abitudini quotidiane in modo più permanente.

Riteniamo che le misure straordinarie della Federal Reserve abbiano salvato i mercati dalla crisi di liquidità, a inizio marzo. Ciò è chiaramente evidente per il fatto che sia il dollaro statunitense che gli spread creditizi hanno iniziato a normalizzarsi. Con i rischi di coda finanziaria troncati, riteniamo che il picco della volatilità probabilmente sia stato raggiunto, anche se il mercato potrebbe ridiscendere verso i propri minimi nelle settimane o nei mesi a venire prima di iniziare a muoversi sostenibilmente al rialzo. Questa dinamica non sarebbe senza precedenti. Ad esempio, l’Indice di volatilità del CBOE o VIX, una misura della volatilità, ha raggiunto il suo massimo cinque mesi prima del minimo delle azioni durante la Crisi finanziaria globale. Nel frattempo, monitoreremo il Quadro Operativo di Recupero di ClearBridge per avere indicazioni su quando si forma un punto di recupero duraturo che consentirebbe una ripresa della crescita economica e un rialzo sostenibile dei mercati.

Il Quadro Operativo sui Rischi di Recessione di ClearBridge è stato creato a gennaio 2016. I riferimenti ai segnali che avrebbe inviato negli anni precedenti a gennaio 2016 si basano sul modo in cui i dati sottostanti si riflettevano in quel momento negli indicatori che compongono il Quadro.

Definizioni:

La teoria del cigno nero o teoria di eventi cigno nero è una metafora che descrive un evento che arriva di sorpresa, ha un effetto importante ed è spesso inopportunamente razionalizzato dopo il fatto con il senno di poi.

Uno spread creditizio è la differenza di rendimento fra due diversi tipi di titoli a reddito fisso con scadenze simili, dove il differenziale è dovuto a un divario di affidabilità creditizia.

Il Bureau of Economic Analysis (BEA) è un’agenzia all’interno dell’Amministrazione economica e statistica del Dipartimento del Commercio, responsabile della raccolta e della pubblicazione di dati economici, ricerche e analisi e metodologie di stima.

Il Bureau of Labor Statistics (BLS) è un ente governativo americano incaricato di raccogliere e divulgare una serie di dati economici e sull’occupazione.

L’Ufficio del Censimento degli Stati Uniti (USCB) è un’agenzia principale del Federal Statistical System statunitense, responsabile della produzione di dati sulle persone americane e sull’economia americana.

L’indice di volatilità del Chicago Board Options Exchange (CBOE) (VIX) è una misura delle aspettative del mercato sulla volatilità a breve termine espressa dai prezzi delle opzioni sull’indice azionario S&P 500.

Il Quadro Operativo sui Rischi di Recessione di ClearBridge include 12 indicatori economici, finanziari e di mercato che possono fornire informazioni sulla direzione dell’economia statunitense.

La cambiale finanziaria è uno strumento di debito a breve termine non garantito emesso da una società, in genere per il finanziamento di debiti commerciali e scorte e per far fronte alle passività a breve termine. Le scadenze sulle cambiali finanziarie raramente superano i 270 giorni.

Il Conference Board è un’organizzazione di soci e gruppi di ricerca con sede negli Stati Uniti.

La correlazione è una misura statistica della relazione fra due serie di dati. Quando i prezzi delle attività si muovono nella stessa direzione, si parla di correlazione positiva; quando tali movimenti assumono direzioni opposte, si parla di correlazione negativa o inversa. Se i movimenti dei prezzi non hanno relazione fra di loro, si parla di movimenti non correlati.

COVID-19 è la denominazione ufficiale dell’attuale coronavirus da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Un multiplo azionario è un altro termine per il rapporto prezzo/utili (P/E), che è il prezzo di un titolo (o indice) diviso per i suoi utili per azione (o utili dell’indice). Un fondo negoziato in borsa (exchange traded fund, ETF) è un fondo che replica un indice, ma può essere scambiato come un’azione.

Il tasso sui fondi federali (tasso sui fed funds, tasso obiettivo sui fed funds o tasso inteso sui fed funds) è un tasso di interesse target stabilito dal FOMC (Comitato federale del mercato aperto) per implementare le politiche monetarie degli Stati Uniti. È il tasso di interesse che le banche con riserve in eccesso in una banca distrettuale della Federal Reserve statunitense applicano ad altre banche che richiedono prestiti overnight.

Il Board della Federal Reserve (Fed)  è responsabile di elaborare le politiche statunitensi volte a promuovere la crescita economica, la piena occupazione, la stabilità dei prezzi e un modello sostenibile per quanto riguarda il commercio internazionale e i pagamenti.

Il Prodotto Interno Lordo (PIL) è un dato statistico economico che misura il valore di mercato di tutti i beni e i servizi finali prodotti in un paese in un determinato periodo.

La Grande crisi finanziaria (GFC), nota anche la crisi finanziaria del 2007-2008, crisi finanziaria globale e crisi finanziaria del 2008, è stata una grave crisi economica mondiale considerata da molti economisti la crisi finanziaria più grave dopo la Grande Depressione degli anni ’30, a cui viene spesso confrontata.

Il Purchasing Managers Index (PMI) dell’Institute for Supply Management (ISM) del settore manifatturiero statunitense misura la fiducia in base ai dati delle indagini raccolti da un pannello rappresentativo di imprese del settore produzione e servizi. Un PMI superiore a 50 indica un’espansione; se è inferiore a 50, indica una contrazione.

Le obbligazioni Investment-grade sono quelle che hanno un rating pari ad Aaa, Aa, A e Baa se attribuito da Moody’s Investors Service e pari a AAA, AA, A e BBB se attribuito da Standard & Poor’s Ratings Service, o che hanno un rating equivalente attribuito da un’agenzia di rating statistico riconosciuta a livello nazionale o che il gestore ritiene di qualità equivalente.

L’ Indice dei Nuovi Ordini dell’ISM è la componente dei nuovi ordini del PMI calcolati dall’ISM.

L’ Institute for Supply Management (ISM) è un’associazione di professionisti della gestione degli acquisti e degli approvvigionamenti, che svolge indagini periodiche tra i suoi membri per determinare le tendenze del settore.

Il National Bureau of Economic Research (NBER) è un’organizzazione di ricerca privata americana senza scopo di lucro “impegnata ad effettuare e diffondere una ricerca economica imparziale tra responsabili delle politiche pubbliche, i professionisti aziendali e la comunità accademica.

Una pandemia è la diffusione a livello mondiale di una nuova malattia.

L’allentamento quantitativo (QE) si riferisce a una politica monetaria implementata da una banca centrale con cui si incrementano le riserve in eccesso del sistema bancario attraverso l’acquisto diretto di titoli di debito.

Un contratto di riacquisto, o repo è un contratto in base al quale il venditore si impegna a vendere titoli all’acquirente e contemporaneamente si impegna a riacquistare gli stessi titoli (o simili) dall’acquirente in un momento successivo (data di scadenza), pagando la somma originale del denaro più un rendimento per l’uso di tale denaro nel periodo del repo. Se la garanzia collaterale ha una storia di prezzi volatile, l’acquirente è a rischio. Per ridurre questo rischio viene imposta una deduzione (haircut) . L’haircut è una percentuale del valore di mercato che l’acquirente deduce dal pagamento in contanti per tenere conto della volatilità dei prezzi e del rischio di controparte.

Il distanziamento sociale è l’obbligo di aumentare lo spazio fisico tra le persone per evitare di diffondere la malattia.

L’indice S&P 500 è un indice non gestito di 500 titoli che rappresentano generalmente le maggiori società degli Stati Uniti.

La Small Business Administration (SBA) è un’agenzia governativa statunitense autonoma fondata nel 1953 per sostenere e promuovere l’economia in generale fornendo assistenza alle piccole imprese. Una delle principali funzioni della SBA è la fornitura di consulenza per aiutare gli individui a cercare di avviare e far crescere le aziende.

Il Dipartimento del Tesoro statunitense è responsabile dell’emissione di obbligazioni e buoni del Tesoro; è responsabile delle entrate del governo degli Stati Uniti.

I titoli del tesoro statunitensi sono titoli di debito diretti emessi e garantiti dalla “credibilità” del governo degli Stati Uniti. Il governo degli Stati Uniti garantisce il pagamento del capitale e degli interessi sui titoli del tesoro statunitensi, una volta che i titoli giungano a maturazione. Diversamente dai Treasury USA, i titoli di debito emessi dalle agenzie federali dagli enti federali con i relativi investimenti potrebbero non essere garantiti dalla credibilità del governo statunitense. Anche quando il governo statunitense garantisce il pagamento del capitale e degli interessi sui titoli, tale garanzia non si applica alle perdite derivanti dalla riduzione del valore di mercato di questi titoli.

La curva dei rendimenti è la rappresentazione grafica della relazione tra i rendimenti sulle obbligazioni della stessa qualità di credito ma di scadenze diverse.

  • Informazioni importanti

    Ogni investimento comporta dei rischi, compresa la possibile perdita del capitale.

    Il valore degli investimenti e i relativi utili sono soggetti a oscillazioni ed è possibile che l’investitore non ottenga la restituzione delle somme inizialmente investite; essi possono inoltre risentire delle variazioni dei tassi d'interesse, dei tassi di cambio, delle condizioni generali di mercato, degli sviluppi di ordine politico, sociale ed economico e di altre variabili. Gli investimenti comportano dei rischi ivi inclusi, a titolo non esaustivo, eventuali ritardi nei pagamenti e la perdita di utili o di capitale. Legg Mason e le sue consociate non garantiscono alcun tasso di rendimento, né il recupero del capitale investito.

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    Gli investimenti internazionali sono soggetti a rischi particolari, tra i quali oscillazioni valutarie e incertezze di ordine sociale, economico e politico, che possono comportare un aumento della volatilità. Tali rischi si amplificano nel caso dei mercati emergenti.

    L’investimento in materie prime e in valute presenta maggiori rischi, legati, ad esempio, alle condizioni di mercato, politiche, normative e ambientali, e può non essere adatto a tutti gli investitori.

    Le performance storiche non sono garanzia di risultati futuri.

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