Investment Insights

Implicazioni della pandemia per gli investimenti ESG

David Sheasby, Head of Stewardship ed ESG
15 aprile 2020

L’aspetto “social” degli investimenti ESG è stato spesso posto in secondo piano rispetto alle altre tematiche “ambiente” e “governance”, ma la crisi del COVID-19 lo ha riportato al centro dell’attenzione.

Il mese passato è stato nettamente dominato dall’impatto della diffusione del virus COVID-19, con gli investitori che esaminano i potenziali impatti sulle catene di approvvigionamento globali, sull’economia globale e sulle aziende. La pandemia ha avuto implicazioni su molti aspetti dell’analisi ESG.

Sociale: enfatizzare la “S” in ESG

L’aspetto “sociale” degli investimenti ESG è generalmente stato posto in secondo piano rispetto ai fattori ambientali e di governance, che spesso sono stati considerati di maggiore importanza, ma la crisi di COVID-19 lo ha riportato al centro dell’attenzione.

Le aziende stanno lavorando intensamente per affrontare le difficoltà a breve termine causate dalla crisi attuale. Le decisioni che vengono prese in questa fase e che riguardano il capitale umano di un’azienda, i suoi clienti e le comunità in cui opera, possono avere implicazioni durevoli, sia positive che negative. Le decisioni relative alla gestione del capitale umano varieranno notevolmente da un settore all’altro, in base a una serie di fattori, tra cui i cambiamenti nella domanda di prodotti, le chiusure imposte dal governo, la liquidità, il tipo di forza lavoro (manodopera impiegata a ore piuttosto che stipendiata) e la capacità dei dipendenti di lavorare da remoto.

I dipendenti sono la risorsa chiave per quasi tutte le aziende e gli interventi adottati in modo proattivo per sostenerli in tutta la crisi potrebbero svolgere un ruolo chiave nella fedeltà del personale e nella loro soddisfazione nel tempo. Un recente esempio in Europa è stata l’azienda francese di strutture ricettive, Accor, che ha sospeso il suo dividendo, ma il 25% di quel dividendo ora sarà versato in un fondo per aiutare i dipendenti e le loro famiglie a pagare il trattamento contro il COVID-19; anche il CEO ha contribuito al fondo con il 25% del suo stipendio. Il supporto di Accor ai suoi dipendenti è giunto anche concedendo 2.000 camere di albergo agli operatori sanitari.

Negli Stati Uniti, i grandi distributori al dettaglio statunitensi hanno incrementato i benefici per i dipendenti e molti di loro hanno anche preso l’impegno di continuare a pagare i loro dipendenti durante il periodo iniziale di chiusura. Allo stesso tempo, in Australia, il gestore di telefonia Telstra ha introdotto la sua politica globale di congedo per l’epidemia e la pandemia, per rispondere alla situazione attuale del COVID-19. La politica è stata concepita per fornire al personale a tempo indeterminato, determinato e agli occasionali la possibilità di usufruire di permessi aggiuntivi retribuiti nel caso in cui abbiano bisogno di assentarsi dal lavoro.

La crisi, tuttavia, amplierà alcune delle diseguaglianze sociali esistenti. Ad esempio, negli Stati Uniti, il Bureau of Labor Statistics, ha indicato che, mentre la metà dei lavoratori laureati può lavorare da casa, solo il 13% dei lavoratori con un diploma di scuola superiore può fare lo stesso. Anche le famiglie a basso reddito (soprattutto nelle economie in via di sviluppo) saranno probabilmente colpite in misura maggiore dal problema del COVID-19, sia per l’impatto della quarantena sia per la perdita del posto di lavoro da parte del lavoratore principale, che avrà ripercussioni negative su tutto il nucleo familiare.

Oltre all’effetto sul capitale umano, ci sono anche impatti sociali più ampi. È interessante scoprire quali sono le aziende abbastanza adattabili e flessibili da poter sostenere chi ne ha bisogno. Gli esempi di supporto offerti sono numerosi: l’uso di ingegneri per costruire macchinari di ventilazione, o società come LVMH e L’Oréal che utilizzano le loro fabbriche per produrre gel idroalcolico, o Unilever che fornisce 500 milioni di agevolazioni sul flusso di cassa attraverso tutta la sua ampia catena del valore.

Questi interventi, oltre a promuovere una solida cultura aziendale, possono contribuire al rafforzamento della notorietà del marchio tra i clienti, a una maggiore soddisfazione dei dipendenti e al loro impegno nel tempo; inoltre è molto probabile che saranno ricordati dopo questi eventi.

Governance

Molte di queste tematiche sociali si sovrappongono alla governance e alla cultura, e al modo in cui le società si stanno comportando durante la crisi, ma la pandemia presenta anche alcune questioni specifiche: in particolare alcune problematiche per l’imminente stagione delle assemblee generali annuali (AGM), che si sta avvicinando rapidamente in Europa e negli Stati Uniti. Mentre le implicazioni di corporate governance a breve termine sono rappresentate dai ritardi delle AGM e dai cambiamenti nell’allocazione del capitale, a lungo termine gli impatti si concentreranno sulla resilienza aziendale.

Gli assembramenti numerosi che ora sono sconsigliati o addirittura vietati in molti Paesi potrebbero essere difficilmente conciliabili con la stagione delle AGM. La maggior parte delle società ha l’obbligo di tenere queste riunioni una volta all’anno e di votare su alcune materie societarie, come i bilanci, le elezioni degli amministratori, il compenso dei dirigenti e i poteri di raccolta di capitali. In alcuni mercati si è registrata la tendenza a consentire incontri virtuali, ma non è un atteggiamento uniforme. In Germania, ad esempio, le norme obbligano a tenere un incontro di persona con gli azionisti, impedendo così le riunioni solo virtuali. Le AGM sono di solito anche il luogo in cui vengono approvati i bilanci annuali di una società, e sono uno strumento per decidere il pagamento dei dividendi.

Le autorità di regolamentazione hanno iniziato a fornire alcune indicazioni. Nel Regno Unito, ad esempio, il Financial Reporting Council, la Financial Conduct Authority e la Prudential Regulation Authority, hanno emesso una dichiarazione congiunta che concede alle aziende due mesi supplementari per produrre i bilanci certificati. Ulteriori indicazioni sono state rivolte anche agli organi di amministrazione e di controllo, con particolare attenzione alle dichiarazioni previsionali e ai pareri di revisione. Anche le autorità di regolamentazione bancaria di molti Paesi hanno fornito indicazioni specifiche sull’interruzione dei pagamenti dei dividendi e sul pagamento dei bonus ai dirigenti. Se da un lato la riduzione dei dividendi rappresenta un chiaro rischio per gli investitori orientati al rendimento, dall’altro vi sono anche rischi finanziari e di reputazione associati a non modificare le distribuzioni agli azionisti (dividendi o riacquisti di azioni) in un contesto di prospettive economiche compromesse.

Molti dirigenti vedranno un impatto, almeno nel breve termine, sul valore corrente dei loro compensi in azioni, ma questi sono spesso legati a una serie di diversi parametri di performance, e spesso anche basati su rendimenti relativi, per cui è probabile che alcuni dirigenti continuino a ricevere alti compensi. In un momento in cui molti dipendenti si trovano ad affrontare licenziamenti o tagli di stipendi, il consiglio di amministrazione e i comitati per le remunerazioni avranno la responsabilità di mostrare la propria capacità di leadership nel modo in cui affrontano la questione.

Ambiente

Chiaramente l’enorme calo dell’attività economica (e in particolare dei viaggi), ha permesso una riduzione delle emissioni e dell’inquinamento, come appare nelle mappe delle concentrazioni di biossido di azoto in molte città del mondo. Tuttavia, una riduzione di emissioni derivante da una riduzione dell’attività industriale è un miglioramento temporaneo e non necessariamente un cambiamento strutturale specifico: è solo una pausa. Una volta ripresa l’attività industriale, è probabile che le emissioni tornino ad aumentare. La necessità di affrontare le questioni legate alle emissioni e al cambiamento climatico non è scomparsa.

Uno dei risvolti negativi dell’attuale crisi è rappresentato dal rinvio delle importanti consultazioni sul clima previste nella conferenza COP26, che si sarebbe dovuta svolgere a Glasgow a novembre di quest’anno, ma che è stata posticipata a maggio del prossimo anno. Il rinvio potrebbe sembrare inizialmente una battuta d’arresto, ma vista l’enorme quantità di preparativi necessari prima dei lavori e le preoccupazioni per la mancanza di preparazione sul programma esistente, ora potrebbe nascere l’opportunità di rendere i colloqui più efficaci.

Per quanto riguarda l’ambiente, è stato interessante anche monitorare l’evoluzione della politica in diverse regioni. Nell’Unione Europea, nonostante i ritardi di breve termine dovuti ai rischi operativi, il Green Deal procederà e i responsabili politici rimarranno impegnati verso uno stimolo verde. La situazione è molto diversa negli Stati Uniti, dove la crisi di COVID-19 sembra essere stata un catalizzatore per accelerare il ridimensionamento degli standard ambientali. Qualsiasi ritardo nell’agire, tuttavia, presenterà chiaramente una difficoltà maggiore per l’estensione del futuro cambiamento della politica.

I governi di tutto il mondo hanno annunciato enormi pacchetti di stimolo per affrontare gli effetti della crisi attuale. Nell’ambito di queste misure di stimolo c’è chiaramente l’opportunità di promuovere la costruzione di infrastrutture che accelereranno il passaggio a un’economia a basse emissioni di carbonio, ma dovremo vedere fino a che punto i governi saranno disposti a realizzare questo impegno.

Martin Currie

Il lavoro di stewardship ed ESG è rimasto in primo piano nella nostra analisi durante questo periodo. I risultati per i PRI, che devono essere presentati ogni mese di marzo, sono stati ancora una volta completati e consegnati. Questi rapporti richiedono sempre molto lavoro e riflessione e li presenteremo in versione pubblica sul nostro sito web.

Inoltre, stiamo preparando il Rapporto annuale di stewardship, che sarà pronto per essere pubblicato nelle prossime settimane. Questa è l’opportunità per mostrare una parte del lavoro svolto nel 2019 e per comunicare i risultati. Uno degli obiettivi del rapporto di quest’anno sarà quello di soddisfare i requisiti del Codice di Stewardship del Regno Unito aggiornato, così come le comunicazioni richieste ai sensi della SRD II. Questi sono entrambi focalizzati sui risultati piuttosto che sulla politica e sul processo, e pertanto la struttura del reporting è ben allineata a questi requisiti.

Mentre ci avviciniamo alla stagione delle deleghe di voto, sta aumentando anche il coinvolgimento con le aziende. Data la natura e l’impatto della crisi di COVID-19, probabilmente il carattere di questi colloqui cambierà nel corso dei prossimi mesi.

In Europa, abbiamo contattato una società svizzera per discutere sulla sua struttura di remunerazione e abbiamo riscontrato preoccupazioni per la misura in cui è allineata con le prestazioni e il grado di difficoltà degli obiettivi. Nei nostri colloqui con la società abbiamo potuto chiarire meglio la sua visione della realtà, il che ci ha portato a cambiare le nostre opinioni sulla struttura.

All’inizio di marzo abbiamo incontrato il team di sostenibilità della National Australia Bank (NAB). La NAB ha preso in considerazione un incontro con le autorità regolamentari per formalizzare l’uso di un test di materialità da parte delle società per quanto riguarda le loro esposizioni ai problemi di sostenibilità. Lo scopo è avere uno standard che tutte le società possano attestare e sul quale essere misurate. La banca sta anche facendo pressione sul governo federale del Paese per istituire un Fondo di finanziamento per l’energia pulita per l’agricoltura sostenibile. La NAB ha anche firmato i Principi delle Nazioni Unite per il settore bancario responsabile, e in questo contesto si concentra sull’integrazione di un sistema di valutazione per la sostenibilità nella valutazione dei rischi sui prestiti.

Più recentemente, gran parte dell’impegno con le società si è concentrato sulla loro adattabilità e flessibilità per quanto riguarda l’impatto dell’attuale crisi. Queste conversazioni hanno come oggetto, ad esempio, i dividendi, i flussi di cassa e l’allocazione del capitale.

Per quanto riguarda altri lavori, sto continuando a provare un nuovo servizio offerto da MSCI che esamina in maggior dettaglio il Value-at-Risk (VaR) climatico e che potrebbe essere un complemento interessante al lavoro che già svolgiamo in quest’area. MSCI fornirà anche l’accesso in prova ad alcuni suoi parametri ESG, una serie di dati più ampia che potrebbe essere interessante.

Abbiamo anche svolto un’opera di mappatura degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite in modo più dettagliato con il nostro team dei Mercati Emergenti Globali. Questo lavoro ha comportato un esame degli obiettivi sottostanti per identificare i più rilevanti e quindi la mappatura delle singole società nei portafogli rispetto agli obiettivi. Il lavoro deve essere completato nelle prossime due settimane.


 
Definizioni:

Il Bureau of Labor Statistics è l’agenzia principale per la verifica dei dati del governo federale nell’ampio campo dell’economia e della statistica del lavoro.

Il Value-at-Risk climatico (Climate VaR) è finalizzato a fornire un giudizio di valutazione previsionale e basato sul rendimento per misurare i rischi e le opportunità legati al clima in un portafoglio di investimenti.

COP26 : la Conferenza 2020 delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico, nota anche come COP26, è la ventiseiesima conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico.

COVID-19 è la denominazione ufficiale dell’attuale malattia da coronavirus da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Le economie in via di sviluppo (chiamate anche mercati emergenti o Paesi meno sviluppati) sono le nazioni con attività sociali o economiche in fase di rapida crescita e industrializzazione. A volte ci si riferisce a queste nazioni come Paesi in via di sviluppo o meno sviluppati.

ESG è l’abbreviazione di environmental, social and governance (ambiente, responsabilità sociale e governance).

Il Green Deal europeo è costituito da una serie di iniziative politiche portate avanti dalla Commissione Europea con l’obiettivo principale di rendere l’Europa priva di impatto climatico nel 2050.

MSCI Inc. è un fornitore globale di indici azionari, obbligazionari, di hedge fund e di strumenti di analisi di portafogli multi-asset.

Una pandemia è la diffusione a livello mondiale di una nuova malattia.

I Principi per l’investimento responsabile (PRI)  delle Nazioni Unite (ONU) sono un insieme di sei principi che forniscono uno standard globale per gli investimenti responsabili in relazione ai fattori ambientali, sociali e di governance aziendale (ESG).

La Direttiva sui diritti degli azionisti II (SRD II) è una direttiva dell’Unione europea (UE), che stabilisce il rafforzamento della posizione degli azionisti.

Le Nazioni Unite (Nazioni Unite) sono un’organizzazione intergovernativa che mira a mantenere la pace e la sicurezza internazionale, sviluppare rapporti pacifici tra le nazioni, raggiungere la cooperazione internazionale ed essere un centro per armonizzare le azioni delle nazioni.

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