Market Outlook

Indicatori di ripresa: FOMO o FOGO?

Di Jeff Schulze, CFA, Investment Strategist 
7 luglio 2020

La debolezza del mercato del lavoro e la cautela dei consumatori incideranno negativamente sulla ripresa, ma i mercati azionari in genere seguono il tipo di rialzo visto nel secondo trimestre con dei miglioramenti nel corso dell’anno successivo.
Nessuna dose di sofisticazione può compensare il fatto che tutte le vostre conoscenze riguardano il passato e tutte le vostre decisioni riguardano il futuro.

-- Ian H. Wilson (ex presidente GE)


 

Punti chiave

  • Gli interventi politici rapidi e incisivi per combattere le ripercussioni delle sospensioni dell’attività economica potrebbero rendere l’attuale recessione la più breve della storia e hanno probabilmente portato a un punto di minimo durevole nell’economia e nel mercato azionario.
  • Il Quadro Operativo di Recupero di ClearBridge è diventato verde nel mese di giugno, sospinto da miglioramenti nella Fiducia delle Imprese e nelle Condizioni Finanziarie, indicando che l’economia ha ripreso un andamento espansivo e confermando la breve durata della recessione.
  • Prevediamo che la ripresa sarà lenta a causa della persistente debolezza del mercato del lavoro e della reticenza di una parte dei consumatori a spendere, tuttavia i mercati azionari seguono tipicamente il robusto rialzo che abbiamo visto nel secondo trimestre con ulteriori miglioramenti nel corso dell’anno successivo.

FOMO (Fear of Missing Out, Paura di perdere occasioni) e FOGO (Fear of Going Out, Paura di investire)

Quando si cerca di riconciliare l’attuale divergenza tra i mercati finanziari e l’economia, viene in mente un paradosso comune: Cosa succede quando una forza inarrestabile incontra un oggetto inamovibile? In questo caso, la forza inarrestabile è la tenace determinazione dei nostri responsabili politici, la Fed e il Congresso, volta ad evitare di cadere nella prossima Grande Depressione. L’oggetto inamovibile è un’economia statunitense che rimane straordinariamente fragile e affronta diversi fattori negativi rappresentati dall’aumento dei contagi da coronavirus, l’estrema debolezza del mercato del lavoro, il forte incremento dei fallimenti e le potenziali esitazioni dei consumatori. Finora, il mercato sta dando ragione alla forza inarrestabile, con il supporto della politica economica che prevale sulla debolezza economica.

Il motivo principale per cui crediamo che i responsabili politici abbiano vinto la fase iniziale è la visibilità unica che hanno potuto ottenere a causa della dinamica di una recessione in gran parte causata dalle sospensioni dell’attività economica. Il National Bureau of Economic Research (NBER) ha ufficialmente dichiarato la recessione attuale solamente quattro mesi dopo l’inizio, con una velocità mai avvenuta in precedenza. Allo stesso modo, i responsabili politici sono stati in grado di rispondere con azioni rapide e incisive per combattere le ripercussioni economiche delle chiusure e per evitare un tracollo finanziario. La Fed è intervenuta quasi alla velocità della luce, realizzando in poche settimane quello che durante la crisi finanziaria globale (GFC) è avvenuto in trimestri, fornendo liquidità ai mercati del credito. Anche il Congresso ha apportato un notevole contributo, stanziando oltre 3 trilioni di dollari di stimoli fiscali e distribuendo gran parte di questi fondi alle piccole imprese e ai consumatori in tempi record.

Per inquadrare la dimensione di questo pacchetto di stimoli, il Piano Marshall per ricostruire l’Europa dopo la Seconda guerra mondiale è costato circa 140 miliardi di dollari in denaro corrente. La Guerra del Vietnam è costata circa 1 trilione di dollari in denaro attuale. Per la fine dell’estate sono attesi ulteriori stimoli, quindi la recente crisi finirà probabilmente per costare quasi 4 trilioni di dollari come stima prudente, una cifra pari a 29 volte il piano Marshall e 4 volte la guerra in Vietnam. Questo straordinario volume di interventi nel corso di quattro mesi è stato in gran parte alla base dell’andamento dei mercati azionari nel secondo trimestre.

Nell’ultimo trimestre abbiamo introdotto l’idea che i presupposti per un minimo durevole normalmente sono dati da una fase di rialzo in controtendenza e da un nuovo processo di test dei minimi del mercato. Tuttavia, a posteriori, riteniamo che questo processo sia stato interrotto per effetto dell’attuale risposta della politica economica. In genere, ci sono diverse false partenze prima di raggiungere il fondo; oggi, queste azioni politiche incisive e decisive hanno contribuito a costruire un argine ai mercati in anticipo e con poca incertezza. Anche se è improbabile che l’NBER per qualche tempo dichiari formalmente terminata la recessione, riteniamo che si sia già conclusa. A causa della natura in qualche modo meccanica del processo di interruzione e poi di ripresa dell’attività, è difficile capire come l’economia non possa essere già tornata a crescere a questo punto, con l’attività che sta cominciando a risalire da livelli estremamente depressi. Quando sarà ufficialmente dichiarato il minimo, questa diventerà probabilmente la recessione più breve mai registrata (da quattro a cinque mesi), prendendo il posto della recessione durata sei mesi all’inizio del 1980.

Queste opinioni corrispondono ai segnali emessi dal Quadro Operativo di Recupero di ClearBridge. A maggio, il segnale complessivo è diventato giallo, suggerendo un miglioramento dello scenario. Questo mese, la dinamica positiva è continuata, e il segnale complessivo è migliorato ulteriormente verso il verde, trainato da due cambiamenti positivi dei segnali sottostanti, oltre che da un ulteriore miglioramento di diversi altri indicatori che non hanno comportato un cambiamento di segnale.

Figura 1: Quadro Operativo di Recupero di ClearBridge

Fonte: ClearBridge Investments, al 30/06/2020.

Il primo cambiamento di segnale sottostante è la Fiducia delle Imprese (ISM), che è migliorata passando direttamente dal rosso al verde. La Fiducia delle Imprese è fondamentale per qualsiasi ripresa economica e il sondaggio sul settore manifatturiero dell’ISM è la sua misura migliore. Il sondaggio fornisce un’eccellente lettura sulle intenzioni di spesa delle aziende, che hanno storicamente guidato l’attività economica. Il dato complessivo è di recente ritornato nettamente in territorio positivo a 52,6 (un valore superiore a 50 indica una fase di espansione) dopo un calo in prossimità di quota 40 ad aprile. Esaminiamo in dettaglio tre sottocomponenti del sondaggio: nuovi ordini, consegne dei fornitori e produzione. La recente forza aggregata di questi parametri ha consentito a questo indicatore di saltare il giallo e passare direttamente al verde, raccogliendo anche 200 dollari lungo il cammino (per i fan del monopoli che ci leggono).

La seconda modifica del segnale sono le condizioni finanziarie, che sono migliorate diventando gialle. Ci concentriamo sull’Indice delle Condizioni Finanziarie Nazionali della Fed di Chicago, una misura complessiva di circa 100 dati sottostanti che valutano la liquidità e lo stato di salute del sistema finanziario. Il forte sostegno della Fed ha contribuito ad allentare le condizioni finanziarie nelle ultime settimane. Alla luce delle indicazioni della Fed secondo cui la politica monetaria rimarrà estremamente accomodante nel breve termine, non saremmo sorpresi di vedere questo indicatore continuare a migliorare e diventare verde nel corso dell’estate.

Questi cambiamenti, insieme a miglioramenti più modesti di altri segnali, hanno spinto il segnale complessivo del Quadro Operativo di Recupero di ClearBridge in territorio verde o espansivo. Si tratta di una dinamica molto importante, in quanto suggerisce che sia l’economia che i mercati finanziari hanno trovato dei punti di minimo durevoli dopo il (probabile) peggior trimestre della storia moderna per il PIL statunitense. Riteniamo che la capacità dei responsabili politici di intervenire in modo incisivo sia stata fondamentale per creare questo argine e favorire l’avvio della prossima espansione a un ritmo più rapido di quanto ampiamente previsto.

Il rialzo della ripresa potrebbe avere molto spazio di crescita

È importante sottolineare che la natura della crisi ha contribuito a definire lo scenario per la sua brevità. Appena poco più di dieci anni fa, Wall Street è stata accusata di aver rovinato l’economia a causa dell’eccessiva leva finanziaria e delle operazioni tossiche sul mercato immobiliare. Pur essendo discutibile, il salvataggio delle banche probabilmente è stato necessario per evitare una depressione. Oggi, il coronavirus ha causato un quadro molto diverso. La responsabilità della pandemia non è imputabile ad alcuna singola entità o ad alcun singolo individuo, e ciò fornisce un’opportuna copertura politica per il sostegno governativo alle persone e alle imprese. Sembra improbabile che questa dinamica si ripresenti in futuro, il che significa che i sostegni politici sperimentati in questa crisi potrebbero non ripetersi nella prossima. Di conseguenza, riteniamo che l’esperienza più classica di una recessione più lunga, con fasi di correzione in controtendenza e un nuovo test dei minimi, sia più probabile in futuro.

Ricordiamo che il Quadro Operativo di Recupero di ClearBridge è stato ideato con l’obiettivo di diventare verde poco dopo i minimi dei mercati azionari, al fine di evitare un andamento altalenante dovuto alle fasi di correzione in controtendenza. Anche se in questa recessione non è stato così e i mercati si sono mossi al rialzo in maniera molto decisa dopo i minimi di marzo, non crediamo che gli investitori debbano temere di aver “perso un’opportunità”. Storicamente, dopo la fine della recessione e durante la successiva fase di espansione, l’S&P 500 ha registrato un ulteriore rialzo del 96%, in media. Questo è andato ad aggiungersi al 28,5% che il mercato ha storicamente guadagnato tra il suo punto di minimo e la fine della recessione. Esaminando in dettaglio le espansioni avvenute durante i mercati rialzisti secolari, come secondo noi è il mercato attuale, il rendimento medio arriva al 149% (Figura 2). In ogni caso, la storia ci suggerisce che, a causa della probabile recente conclusione della recessione, esiste un ampio margine di miglioramento rispetto ai livelli attuali per gli investitori a lungo termine.

Figura 2: Rendimenti del mercato durante le fasi di espansione economica

Fonte: FactSet, NBER. Le performance passate non sono garanzia di risultati futuri. Gli indici non sono gestiti e non sono disponibili per investimenti diretti. I rendimenti degli indici non includono le commissioni e gli oneri di vendita. Queste informazioni vengono fornite a scopo puramente illustrativo e non riflettono le performance di un investimento reale.

Tuttavia, il percorso futuro non sarà un rialzo ininterrotto. La probabilità di una correzione nei prossimi mesi rimane alta, a nostro avviso, dopo che il mercato è risalito del 38,6% nelle ultime 15 settimane. Storicamente, la prima fase di correzione dopo un rialzo successivo ai principali minimi del mercato è oscillata tra il -3,6% e il -14,7%, con una media del -9,3% (Figura 3). Data l’ampiezza e la velocità di questo rialzo, non saremmo sorpresi se la prima correzione si collocasse nella fascia più alta di quell’intervallo.

Figura 3: Prima fase di contrazione dopo un importante punto di minimo

Fonte: FactSet. Le performance passate non sono garanzia di risultati futuri. Gli indici non sono gestiti e non sono disponibili per investimenti diretti. I rendimenti degli indici non includono le commissioni e gli oneri di vendita. Queste informazioni vengono fornite a scopo puramente illustrativo e non riflettono le performance di un investimento reale.

Inoltre, l’entità della prossima correzione e il punto di stabilizzazione del mercato dipendono dalla forma della ripresa economica. Continuiamo a credere che l’economia traccerà un andamento che assomiglia più a una “J” inclinata, ovvero una lenta ripresa in cui non raggiungeremo il livello di attività economica precedente per un discreto periodo di tempo.

La debolezza del mercato del lavoro potrebbe persistere anche nel secondo semestre

Sebbene l’iniziale impulso economico positivo dopo i minimi abbia superato le aspettative di consenso, il momento della verità arriverà nella seconda metà dell’anno. Molti Stati stanno rallentando, e alcuni stanno anche invertendo i loro piani di riapertura a causa dell’aumento dei casi di coronavirus. Sfortunatamente, l’approccio frammentario di singolo Stato ai lockdown ha avuto molto meno successo nell’appiattire la curva rispetto a quanto avvenuto in Europa (Figura 4), un rischio che abbiamo delineato nelle nostre Prospettive a lungo termine dell’ultimo trimestre. La buona notizia è che alcune parti del Paese stanno migliorando e i blocchi dell’attività economica sono probabilmente più localizzati grazie ai progressi nella capacità dei sistemi sanitari di gestire i casi. Rispetto a marzo, il futuro danno economico sarà probabilmente più limitato.
Figura 4: Appiattire la curva?

Dati dal 1° marzo al 30 giugno 2020. Fonte: Our World in Data, Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (European Centre for Disease Control, ECDC).

Un altro ostacolo deriva dalla potenziale mancanza di coinvolgimento da parte dei consumatori statunitensi più anziani. I casi recenti sono stati più concentrati tra i giovani americani, che sembrano “sondare il terreno” dato il minor rischio di mortalità. Tuttavia, i soggetti di età superiore ai 55 anni rappresentano il 40% della spesa per consumi. Questa categoria sembra essere più cauta nell’uscire dal lockdown e riteniamo che si comporterà allo stesso modo anche se le misure di distanziamento sociale verranno ulteriormente allentate.

Lo stato di salute del mercato del lavoro è un’altra ragione per cui crediamo che il ritmo della ripresa sarà probabilmente lento dopo l’iniziale rimbalzo dai minimi. Dopo sedici settimane di crisi, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione si attestano ancora a 1,4 milioni ossia poco più di 2 volte il livello massimo toccato durante la GFC. È importante sottolineare che molti di questi licenziamenti potrebbero essere permanenti, dato che la maggior parte delle aziende ha ripreso a operare. Con circa l’1% della forza lavoro che viene licenziata settimanalmente, questo potrebbe essere un segnale di difficoltà sia tra le piccole imprese che tra quelle più grandi che mirano a rimanere snelle, dato il contesto economico incerto. Analogamente, i prolungamenti dei sussidi continuano a rimanere ostinatamente elevati, suggerendo che la debolezza del mercato del lavoro permarrà anche nella seconda metà del 2020.

Al momento, oltre 30 milioni di cittadini statunitensi ricevono l’indennità di disoccupazione. Prima della crisi, l’indennità di disoccupazione settimanale media a livello nazionale era circa di 375 dollari a settimana. Il Congresso ha aggiunto un ulteriore pagamento settimanale di 600 dollari nell’ambito del CARES Act, fino al 31 luglio. Anche se alcuni di questi fondi sono stati risparmiati, l’eliminazione di questa indennità maggiorata potrebbe comportare una flessione della spesa per consumi. Riteniamo che un maggiore sostegno fiscale sia giustificato, ma la difficoltà della politica potrebbe aumentare man mano che i mercati finanziari continuano a riprendersi. La piena decadenza di queste indennità appare improbabile nella congiuntura attuale, ma il fattore chiave per l’economia e per i mercati è dato da quanto verrà mantenuto. La forza inarrestabile deve continuare a vincere le battaglie per poter vincere la guerra.

Questa è chiaramente la mentalità della Fed perché il Presidente Powell non vuole dichiarare la vittoria prematuramente. Egli riconosce le difficoltà che si presentano e recentemente ha detto che “non stiamo nemmeno pensando di pensare a un aumento dei tassi”. Alla domanda in merito a una potenziale bolla speculativa, Powell ha risposto che la Fed si concentra principalmente sullo stato dell’economia, sul mercato del lavoro e sull’inflazione. Questo è un segnale positivo del fatto che la Fed manterrà il piede sull’acceleratore fino a quando non assisteremo a un sostanziale miglioramento nei mercati del lavoro. Inoltre, la Fed ha continuato a procedere con le sue linee di credito per l’acquisto di obbligazioni societarie, nonostante il drastico restringimento degli spread creditizi. Infatti, i rendimenti investment grade hanno raggiunto i minimi storici lo scorso mese, anche se il tasso di disoccupazione rimane a due cifre. Ciò ha importanti implicazioni perché la diminuzione dei rischi di solvibilità derivanti dal sostegno della Fed si traduce in un aumento dei multipli azionari. È chiaro che la Fed continuerà a sostenere aggressivamente il credito dando la possibilità di creare una bolla degli attivi tra le sue attuali preoccupazioni.

I consumatori prudenti diventeranno investitori impulsivi?

Come si risolve questo ampio disallineamento tra l’economia e i mercati? Nessuno può saperlo, ma crediamo che molto dipenderà da quanto la nostra società passerà da un atteggiamento “FOMO” a uno “FOGO”. Molti investitori al momento potrebbero avere un atteggiamento FOMO dopo il recente rialzo di mercato, in quanto sia gli investitori del settore retail che gli investitori istituzionali detengono notevoli quantità di liquidità. Infatti, le posizioni liquide sono pari al 18,8% del totale della capitalizzazione del mercato azionario, il livello più elevato dal 2012 (Figura 5).

Figura 5: Liquidità abbondante

* Fondi monetari degli investitori retail e istituzionali – ICI. ** Indice MSCI U.S. IMI. Dati al 3 luglio 2020. Fonte: FactSet. Le performance passate non sono garanzia di risultati futuri. Gli indici non sono gestiti e non sono disponibili per investimenti diretti. I rendimenti degli indici non includono le commissioni e gli oneri di vendita. Queste informazioni vengono fornite a scopo puramente illustrativo e non riflettono le performance di un investimento reale.

Nel momento in cui il denaro verrà impiegato sarà possibile contenere la profondità delle future fasi di ribasso. Tuttavia, questo può essere sopraffatto dai rallentamenti di un atteggiamento FOGO, poiché le persone rimarranno caute nelle interazioni personali fino a quando i rischi del coronavirus svaniranno completamente. La durata dei lockdown è stata certamente abbastanza lunga da contribuire a formare nuove abitudini, e per molti la persistente ansia potrebbe far prolungare il lavoro da casa negli anni a venire. Di conseguenza, l’atteggiamento FOGO potrebbe costringere settori dell’economia che si basano sostanzialmente sull’interazione umana a ripensare i propri modelli di business o, in alcuni casi, a chiudere completamente. Dato il suo ridotto accesso al capitale e la necessità di diretto contatto tra le persone di molte delle sue attività, l’economia reale potrebbe ancora una volta registrare maggiori difficoltà rispetto all’economia finanziaria.

Le recessioni di solito provocano circoli viziosi innescati da una riduzione dei margini aziendali, una debolezza dei mercati del lavoro molle e la diminuzione della domanda, tutti fattori concatenati, che possono compromettere settori altrimenti sani dell’economia. In passato, questa debolezza si è protratta oltre la recessione stessa, il che mette a rischio in particolare gli utili del 2021.

Fortunatamente, il Congresso continua a sostenere l’economia reale e la Fed quella finanziaria. In conclusione, ci aspettiamo un andamento altalenante nei prossimi mesi, con elevate probabilità di correzione. Indipendentemente da chi cederà per primo tra l’oggetto inamovibile e la forza inarrestabile, è importante riconoscere che storicamente la forza del mercato ha dato forza al mercato. Dal 1975, ogni singolo rialzo superiore al 20% in 50 giorni ha registrato rendimenti positivi nei successivi sei e dodici mesi, con una media dei rendimenti rispettivamente pari al 9,5% e al 17,2% (Figura 6). Quale che sia il percorso futuro, il prossimo trimestre dovrebbe fare chiarezza su come si ridurrà la divergenza tra l’economia e i mercati finanziari.

Figura 6: Migliori rialzi di 50 giorni nella storia
Le date si riferiscono alla fine di ogni rialzo di 50 giorni. Fonte: LPL Research, FactSet. Le performance passate non sono garanzia di risultati futuri. Gli indici non sono gestiti e non sono disponibili per investimenti diretti. I rendimenti degli indici non includono le commissioni e gli oneri di vendita. Queste informazioni vengono fornite a scopo puramente illustrativo e non riflettono le performance di un investimento reale.

Definizioni:

Il “CARES Act” è l’abbreviazione di “Coronavirus Aid, Relief, and Economic Security Act”.

L’indice delle condizioni finanziarie nazionali (NFCI) della Fed di Chicago fornisce un aggiornamento settimanale completo sulle condizioni finanziarie statunitensi nei mercati monetari, nei mercati del debito e azionario e nei sistemi bancari tradizionali e “ombra”.

Uno spread creditizio è la differenza di rendimento fra due diversi tipi di titoli a reddito fisso con scadenze simili, dove il differenziale è provocato da un divario di affidabilità creditizia.

Il Quadro Operativo di Recupero di ClearBridge include 9 indicatori anticipatori economici, finanziari e di mercato che possono fornire informazioni sulla direzione dell’economia statunitense.

Liquidità si riferisce alla liquidità immediata disponibile per l’investimento.

Il Board della Federal Reserve(Fed) è responsabile di elaborare le politiche statunitensi volte a promuovere la crescita economica, la piena occupazione, la stabilità dei prezzi e un modello sostenibile per quanto riguarda il commercio internazionale e i pagamenti.

Il Prodotto Interno Lordo (PIL) è un dato statistico economico che misura il valore di mercato di tutti i beni e i servizi finali prodotti in un paese in un determinato periodo.

La Crisi finanziaria Globale (GFC), nota anche la crisi finanziaria del 2007-2008, grande crisi finanziaria e crisi finanziaria del 2008, è stata una grave crisi economica mondiale considerata da molti economisti la crisi finanziaria più grave dopo la Grande Depressione degli anni ’30, a cui viene spesso confrontata.

La Grande depressione è stata la crisi economica mondiale iniziata nel 1929 e durata fino al 1939.

L’Indice dei Nuovi Ordini dell’ISM è la componente dei nuovi ordini del PMI calcolati dall’ISM.

L’Institute for Supply Management (ISM) è un’associazione di professionisti della gestione degli acquisti e degli approvvigionamenti, che svolge indagini periodiche tra i suoi membri per determinare le tendenze del settore.

Il Sondaggio sulla produzione si riferisce al Purchasing Managers Index (PMI) dell’Institute for Supply Management (ISM) del settore manifatturiero statunitense e misura la fiducia in base ai dati delle indagini raccolti da un pannello rappresentativo di imprese del settore produzione e servizi. Un PMI superiore a 50 indica un’espansione; se è inferiore a 50, indica una contrazione.

Le obbligazioni Investment-grade sono quelle con rating pari ad Aaa, Aa, A e Baa se attribuito da Moody’s Investors Service e pari ad AAA, AA, A e BBB se attribuito da Standard & Poor’s Ratings Service, o che hanno un rating equivalente attribuito da un’agenzia di rating statistico riconosciuta a livello nazionale o che il gestore ritiene di qualità equivalente.

Capitalizzazione di mercato (Market cap) è il valore monetario complessivo di mercato di tutte le azioni in circolazione di una società; viene calcolato moltiplicando le azioni in circolazione di una società per il prezzo di mercato corrente di un’azione.

Il Piano Marshall, noto anche come Programma per la ripresa europea, è stato un programma statunitense che ha fornito supporto all’Europa occidentale dopo la devastazione della Seconda Guerra Mondiale.

L’Indice MSCI USA Investable Market Index (IMI) è volto a misurare la performance dei segmenti ad elevata, media e bassa capitalizzazione del mercato statunitense. Con 2.344 costituenti, l’indice copre circa il 99% della capitalizzazione di mercato ponderata per il flottate negli Stati Uniti.

Multiplo si riferisce al rapporto prezzo/utile (P/E), definito anche multiplo degli utili, che è il prezzo di un’azione (o di un indice) diviso per i suoi utili per azione (o per gli utili dell’indice).

Il National Bureau of Economic Research (NBER) è un’organizzazione di ricerca privata americana senza scopo di lucro impegnata ad effettuare e diffondere una ricerca economica imparziale tra responsabili delle politiche pubbliche, i professionisti aziendali e la comunità accademica.

L’Indice manifatturiero della Federal Reserve di Philadelphia (Philly Fed) valuta il livello relativo delle condizioni economiche generali a Philadelphia. Un livello dell’indice maggiore di zero indica il miglioramento delle condizioni; minore di zero indica un peggioramento delle condizioni.

Un mercato secolare è un mercato guidato da forze che potrebbero esistere per molti anni, causando l’amento o la diminuzione del prezzo di un particolare investimento o classe di attivo per un lungo periodo. In un mercato secolare rialzista, le condizioni positive come i tassi di interesse bassi e i solidi utili aziendali spingono i prezzi al rialzo. In un mercato secolare ribassista, dove il rallentamento degli utili aziendali o la stagnazione nell’economia porta a indebolimento della fiducia degli investitori, i titoli subiscono una pressione di vendita per un periodo di tempo prolungato.

L’indice S&P 500 è un indice non gestito di 500 titoli che rappresentano generalmente le maggiori società degli Stati Uniti.

La curva dei rendimenti è la rappresentazione grafica della relazione tra i rendimenti sulle obbligazioni della stessa qualità di credito ma di scadenze diverse.

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