Approfondimenti sugli investimenti

L'importanza di selezionare come investire fondi nelle infrastrutture

Nick Langley e Richard Elmslie
25 Febbraio 2019
Investire fondi nelle infrastrutture quotate può essere una fonte di reddito, data la bassa volatilità a lungo termine del settore. Tuttavia, è importante riconoscere che non tutti i titoli del settore contribuiscono in ugual misura al raggiungimento di questi obiettivi.

Investire fondi nelle infrastrutture quotate significa investire in un settore in cui gli investitori possono ottenere una crescita difensiva. In particolare, i principali indici di infrastrutture quotate* tendono a riportare performance difensive rispetto alle azioni globali.

Per capire meglio il potenziale di azioni globali e azioni difensive, analizziamo il grafico seguente. La linea azzurra illustra la performance mensile dell’indice S&P Global Infrastructure Index negli ultimi 13 anni rispetto all’indice MSCI AC World. Ci mostra che l’indice S&P Global Infrastructure partecipa alla volatilità delle azioni globali per un 70-75%, sia nei mesi in cui i mercati tendono al rialzo, sia quando sono al ribasso; in altre parole, presenta un fattore beta inferiore a quello delle azioni globali.

Quindi, si può osservare che un approccio generalista applicato alle infrastrutture quotate (in cui gli investitori seguono indici come l’S&P Global Infrastructure) garantisce una certa protezione. Tuttavia, l’applicazione di un approccio più selettivo nella detenzione di titoli di infrastrutture quotate è potenzialmente in grado di garantire una maggiore protezione dai ribassi, a scapito soltanto di una piccola parte del rialzo concesso da un approccio generalista.

Rendimenti a lungo termine differenziati dalle azioni globali
Calcoli mensili dal 31/08/2006 al 31/12/2018. Fonte: S&P Global Infrastructure – locale, lordo, FactSet Research Systems (Codice dell’indice: SPLO_G:STRGLIFX), mensile da MSCI AC World – locale, lordo, FactSet Research Systems (Codice dell’indice: MSCI:892400). Le performance passate non sono un indicatore affidabile delle performance future.

Differenze principali

Parlando di investire fondi nelle infrastrutture e di bassa volatilità, la differenza nei risultati tra approccio specialista attivo e approccio generalista passivo è determinata da due fattori:

La definizione di infrastruttura Gli indici delle infrastrutture quotate coprono una vasta gamma di società dalla natura notevolmente distinta, non tutte le quali favoriscono una crescita difensiva. Alcune società possiedono attivi che attraggono gli attributi più attraenti del settore: il potere di fissazione dei prezzi, la ridotta concorrenza e i ricavi adeguati all’inflazione. La maggior parte degli indici comprende anche società prive di tali attributi, come ad esempio le società altamente esposte ai prezzi delle commodity, i rivenditori di servizi di pubblica utilità e le società di telecomunicazione che competono tra loro per le quote di mercato, e le società di servizi, logistica e mantenimento, che non possiedono beni materiali. 

Costituire un portafoglio ignorando il benchmark Questo approccio si prefigge di raggiungere un benchmark di rendimento assoluto su base quinquennale. Si avvale delle linee guida sulla costituzione dei portafogli per consentire ai gestori di portafoglio la flessibilità necessaria per effettuare l’allocazione tra i settori dei servizi di pubblica utilità regolamentati, più difensivi, e le attività basate sul principio dell’utente pagatore, che sono più sensibili dal punto di vista economico. La possibilità di far ruotare il portafoglio nel corso dei cicli economici può condurre al miglioramento dei risultati nei periodi di ribasso senza influire significativamente nei periodi di rialzo.

Definizione delle infrastrutture principali

Per quanto riguarda l’investimento di fondi nelle infrastrutture, riteniamo che, per gli investitori alla ricerca di una crescita difensiva e/o di premi superiori alla media, sia più utile concentrarsi sulle società di infrastrutture quotate “principali”. RARE definisce questo criterio come segue:

Flussi di cassa stabili: I regolamenti e/o i contratti a lungo termine che applicano flussi di cassa stabili e sostenibili possono produrre una fonte di reddito e proventi da dividendi relativamente stabili.

Valutazione meno volatile: Le imprese con entrate, strutture dei costi e spese in conto capitale stabili sono meno propense ad avere una valutazione volatile sul mercato.

Copertura contro l’inflazione: I ricavi delle infrastrutture spesso sono adeguati all’inflazione, sia in base a regolamentazioni, accordi di concessioni o contratti pubblici.

Attività a lungo termine: Si tratta di attivi che generano ricavi a lunga scadenza, con un flusso di entrate che spesso si protrae per decenni.

Costituire un portafoglio di infrastrutture quotate

Una volta soddisfatti questi requisiti delle società, le strategie relative alle infrastrutture possono essere adattate maggiormente al fine di perseguire risultati specifici.

Se un investitore è particolarmente avverso al rischio, i portafogli possono propendere verso società che offrono servizi essenziali, come la fornitura di acqua, elettricità e gas. La loro domanda si mantiene relativamente stabile anche in tempi di debolezza economica, facendo sì che i ricavi dei servizi di pubblica utilità siano più facili da programmare.

Se le prospettive economiche sono più positive e gli investitori sono pronti ad assumere rischi maggiori, allora un portafoglio di infrastrutture può avere una proporzione maggiore di attivi basati sul principio dell’utente pagatore. Ferrovie, aeroporti, strade, porti, ripetitori di segnale per cellulari e satelliti sono alcuni esempi di attivi basati sul principio dell’utente pagatore; sono tutte infrastrutture essenziali per spostare persone, beni e servizi all’interno di un’economia. In genere, questi attivi presentano elevate barriere all’ingresso, per cui hanno proprietà difensive. Tuttavia, quando l’economia è in espansione, generalmente crescono anche i loro ricavi, fornendo loro una componente di crescita.

Un portafoglio che alloca in modo dinamico in entrambi i tipi di infrastrutture in risposta alle opportunità di valutazione e ai cambiamenti delle prospettive economiche ha le potenzialità per ottenere il meglio dai due ambiti.

Ottimizzare il portafoglio

Investendo fondi nelle infrastrutture, un investitore può decidere di mantenere un sovrappeso nelle infrastrutture quotate sui mercati emergenti. Se ben miscelate in un portafoglio globale, le azioni dei mercati emergenti, accuratamente selezionate, possono offrire maggiori dividendi potenziali, grazie ai maggiori tassi d’interesse della maggior parte dei Paesi emergenti.

Questi titoli aiutano altresì a diversificare il rischio e ad ampliare la gamma delle opportunità, grazie al loro potenziale di un maggior rendimento adeguato al rischio.

Conclusione

Nella costituzione di un portafoglio di crescita difensivo, crediamo nei requisiti d’ingresso rigorosi per le società. Il semplice fatto che una società sia classificata come appartenente al settore delle infrastrutture non la rende parte della soluzione.

Le società vanno analizzate al fine di verificare se superano gli ostacoli dell’avere un flusso di cassa prevedibile, una protezione dall’inflazione, del possedere attivi di lunga durata e dell’avere elevate barriere d’ingresso e una concorrenza limitata nel loro mercato.

*Indici DJ Brookfield World Infrastructure – TR, MSCI World Core Infrastructure – (netto), FTSE Global Core Infrastructure, FTSE Global Core Infrastructure 50/50, FTSE Developed Core Infrastructure 50/50, S&P Global Infrastructure.

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