Aggiornamento degli indicatori di recessione economica

Evoluzione della crisi economica

Jeff Schulze, CFA
Stratega di investimento
06 Marzo 2019
Può darsi che i mercati finanziari e la crisi economica stiano inviando segnali contraddittori ma il nostro Quadro Operativo sui Rischi di Recessione economica continua a segnalare un’espansione, con l’attività delle imprese e la salute dei consumatori che mostrano pochi segni di stress.

Punti chiave

  • Una recessione economica può richiedere del tempo prima di iniziare a svilupparsi, nonostante i primi segnali di debolezza economica siano già comparsi. Un riesame dell’economia statunitense prima della grande recessione mostra in modo molto istruttivo come le tensioni possono accumularsi nel corso di vari anni.
  • Il segnale d’allarme del Quadro Operativo sui Rischi di Recessione di ClearBridge avrebbe lampeggiato in giallo nell’ottobre 2006 e in rosso nell’agosto 2007, quattro mesi prima dell’inizio ufficiale dell’ultima recessione.1
  • Attualmente, otto dei 12 indicatori del quadro sono ancora in verde. Dopo aver mostrato dei segnali di crisi negli ultimi mesi sfociati nel cambiamento di vari indicatori, ora i mercati finanziari stanno inviando segnali contraddittori. Parallelamente, l’attività delle imprese e la salute dei consumatori mostrano pochi segnali di stress.

La propensione al rischio è tornata

Gli spread di credito ci dicono che, dopo un brusco declino nel quarto trimestre, la propensione al rischio degli investitori è tornata. Questo è più evidente che mai negli spread creditizi, che misurano la differenza, o lo spread, tra il rendimento delle obbligazioni societarie e i titoli di stato senza rischio di durata simile. L’indicatore degli spread di credito del Quadro Operativo sui Rischi di Recessione di ClearBridge rileva lo spread tra l’indice Bloomberg Barclays sui titoli societari statunitensi ad alto rendimento e i titoli di stato a 10 anni. Dopo essere passati dal verde al giallo nel quarto trimestre a causa del rincaro dei mercati creditizi nella crescente probabilità di una recessione, gli spread sull’alto rendimento sono leggermente rientrati quando le prospettive del mercato azionario e l’economia si sono stabilizzate, riguadagnando il segnale verde alla fine di febbraio.

Giudicando il rischio di recessione economica soltanto in base agli spread di credito, in questo momento l’economia statunitense sembrerebbe essere fuori pericolo. Ma è proprio questo tipo di variabilità (che gli appassionati di basket definirebbero una “finta di testa”) che rende indispensabile giudicare la traiettoria dell’economia da tutta una serie di angolature. Questa è stata la nostra motivazione principale nella ricerca di molti indicatori dell’andamento economico e nell’isolarne i 12 che crediamo siano quelli che meglio predicono le difficoltà economiche. Dal momento che la recessione tende a coincidere con i mercati ribassisti, crediamo che questo quadro possa aiutare a orientare le decisioni di investimento nei periodi di transizione economica.

Mentre si commemora il 10º anniversario del mercato rialzista iniziato nel marzo 2009 e di un’estesa ripresa economica, pensiamo che sia istruttivo rivedere l’evoluzione pluriannuale che ha portato alla grande recessione secondo il Quadro Operativo sui Rischi di Recessione di ClearBridge.

Grafico 1: Quadro Operativo sui Rischi di Recessione di ClearBridge
Fonte: ClearBridge Investments, al 28/02/2019.

L’economia reale si mantiene sana

Attualmente, otto dei 12 indicatori del Quadro Operativo sui Rischi di Recessione di ClearBridge sono verdi (contro quattro gialli). Entrambi i nostri indicatori sull’inflazione sono diventati gialli negli ultimi mesi, mentre due dei tre parametri relativi ai mercati finanziari segnalano a loro volta di fare attenzione. Tuttavia, le sezioni del pannello incentrate sull’economia “reale” restano solide, con le attività delle imprese e dei consumatori che mostrano pochi segnali di stress. Mentre il ciclo economico continua a maturare, ci aspetteremmo un peggioramento del quadro operativo e necessariamente cercheremmo gli indizi di un ampliamento dei segnali di tensione al di là dell’inflazione e dei mercati finanziari.

In un certo modo questo ci ricorda il 2006. Riteniamo che studiare la progressione che ha condotto alle recessioni precedenti possa offrire agli investitori una migliore comprensione di come si può sviluppare una recessione. Continuiamo a considerare altrettanto bassi i rischi di recessione a breve termine e riteniamo che cedere titoli basandosi su un solo indicatore economico negativo non sia una mossa prudente.

La grande recessione è stata la recessione economica più recente che ha colpito l’America e, spesso, viene considerata come la peggior crisi dai tempi della grande depressione. Come per tutti i precedenti periodi di recessione, c’erano stati vari segnali di avvertimento. Il primo è stato l’inversione della curva dei rendimenti, nel dicembre 2005. Poi, nel gennaio 2006, nel timore di una bolla finanziaria, Ben Bernanke, presidente della Riserva Federale, ha alzato i tassi di interesse. Questa decisione ha peggiorato la situazione. Nell’aprile dello stesso anno, Bernanke ha tenuto un discorso alla Camera dei Rappresentanti spiegando che, in base ai tassi ipotecari e a quelli relativi alla creazione di posti di lavoro, la FED prevedeva che i mercati avrebbero subito “un raffreddamento graduale, piuttosto che un brusco rallentamento”. Nel giugno del 2006, il tasso sui federal fund è aumentato a poco più del 5% e la curva dei rendimenti, che si era normalizzata dopo l’inversione del dicembre precedente, ha invertito di nuovo la tendenza. Nel settembre 2006 l’indicatore della curva dei rendimenti del Quadro Operativo sarebbe passata dal giallo al rosso.

Grafico 2: Potrebbe volerci del tempo prima che inizi a svilupparsi una recessione
Fonti: BLS, Riserva Federale, Ufficio del Censimento, ISM, BEA, American Chemistry Council, American Trucking Association, Conference Board e Bloomberg. Le performance passate non sono garanzia di risultati futuri. Gli indici non sono gestiti e non sono disponibili per investimenti diretti. I rendimenti degli indici non includono le commissioni e gli oneri di vendita. Queste informazioni vengono fornite a scopo puramente illustrativo e non riflettono le performance di un investimento reale.

Ad oggi il segnale complessivo rimane verde

Forse il catalizzatore più cruciale della recessione economica è stato quello della bolla immobiliare; negli anni che hanno portato alla recessione, i fondi speculativi avevano fatto investimenti in titoli garantiti da ipoteca commerciale, molti dei quali avevano dei rating subprime. Quando i proprietari delle case non hanno più potuto pagare i propri mutui ipotecari, le grandi banche hanno iniziato a collassare e, con esse, l’economia globale che su di esse si basava. Nel settembre del 2006, l’indicatore dei permessi di edilizia abitativa del Quadro Operativo sarebbe passato dal giallo al rosso e quello della percezione dell’occupazione sarebbe passato dal verde al giallo. Nell’ottobre dello stesso anno, l’indicatore generale del Quadro Operativo sui Rischi di Recessione di ClearBridge sarebbe passato dal verde al giallo (Grafico 2), dando inizio a un periodo di cautela. È illuminante notare che dal periodo di maggiore debolezza a metà del 2006, quando ci sarebbero stati quattro indicatori gialli e due rossi, ci sono voluti altri sei trimestri prima che la recessione avesse inizio.

Oggi il panorama economico è più sano; infatti il quadro operativo mostra quattro indicatori gialli ma un indicatore complessivo verde per tutto il mese di febbraio, suggerendo che probabilmente ci vorrà ancora del tempo prima che si sviluppi la prossima recessione. Tale assenza di rischi di recessione a breve termine dovrebbe dare agli investitori la fiducia necessaria per mantenere gli investimenti in titoli o per tornare sul mercato.

1 Il Quadro Operativo sui Rischi di Recessione di ClearBridge è stato creato nel gennaio 2016. I riferimenti ai segnali che avrebbe inviato negli anni precedenti al gennaio 2016 si basano sul modo in cui i dati soggiacenti si riflettevano in quel momento negli indicatori che compongono il Quadro.

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